Parchi

All'interno del territorio del CATO2 troviamo il Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand. Istituito nel 1980, non è solo un'area protetta di straordinaria bellezza, ma è un laboratorio a cielo aperto dove la gestione della fauna e quella dell'ambiente forestale si fondono in un equilibrio esemplare.

Custodisce un’eredità forestale di inestimabile valore, proteggendo un’estensione di abetina mista (abete bianco e abete rosso) che rappresenta un unicum botanico e strutturale nell'intero panorama regionale piemontese. Questa foresta non è soltanto un polmone verde, ma un vero e proprio "monumento vivo" che affonda le sue radici nella storia politica ed architettonica del territorio. Già nel XVIII secolo, le abetine di Salbertrand erano rinomate per l'eccellenza del loro legname. Le particolari condizioni di crescita del bosco permettevano di ricavare fusti di straordinaria altezza e con una venatura perfettamente diritta, caratteristiche essenziali per realizzare le grandi travature e le strutture portanti necessarie all'ingegneria del tempo. Il legname del Gran Bosco è stato il "motore" dei grandi cantieri di Casa Savoia: dalle imponenti strutture dell'Arsenale di Torino alla maestosità della Basilica di Superga, fino alle intricate carpenterie della Reggia di Venaria Reale. Senza la resistenza e la flessibilità di questi abeti, molte delle opere che oggi definiscono l'identità barocca e sabauda di Torino non avrebbero la stessa solidità. La specificità ecologica di questa foresta risiede nella massiccia presenza di abete bianco (Abies alba) e abete rosso (Picea abies), due specie che solitamente risultano meno comuni o meno rigogliose nelle porzioni più aride delle Alpi Occidentali. La ricerca scientifica attribuisce la prosperità di questo nucleo forestale a una combinazione vincente di fattori ambientali e genetici:

  1. Il Microclima della Valle: La morfologia del sito favorisce un particolare ristagno dell'umidità atmosferica, creando un ambiente fresco e costante che attenua l'aridità tipica dei versanti interni alpini.

  2. L'Adattamento Genetico: È stata ipotizzata l'esistenza di un ecotipo locale particolarmente resiliente. Queste piante hanno sviluppato nel tempo una genetica capace di sopportare le siccità estive più intense senza perdere vigore vegetativo.

Proprio grazie a questo vigore e alla straordinaria conformazione dei fusti — lunghi, dritti e privi di difetti strutturali — il Gran Bosco è stato riconosciuto come una risorsa strategica per il futuro delle foreste europee. I popolamenti di abete rosso, pino cembro e larice sono stati ufficialmente iscritti nel Libro Nazionale dei Boschi da Seme. Questa certificazione trasforma il parco in una "vivaio naturale" di eccellenza: i semi raccolti a Salbertrand vengono utilizzati per produrre materiale di propagazione destinato ai rimboschimenti in tutto l'arco alpino. In questo modo, la resistenza e la bellezza del Gran Bosco contribuiscono concretamente al ripristino di ecosistemi degradati o alla creazione di nuove foreste capaci di affrontare le sfide del cambiamento climatico.

Per maggiori informazioni sul Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand clicca qui

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