SIC – Siti di Importanza Comunitaria
I SIC (Siti di Importanza Comunitaria) rappresentano i tasselli fondamentali della Rete Natura 2000, istituita dalla Direttiva "Habitat" (92/43/CEE). L'obiettivo di questa rete non è la creazione di riserve integrali isolate, ma la garanzia di una sopravvivenza a lungo termine delle specie e degli habitat più preziosi e minacciati del continente.
È importante sottolineare un'evoluzione normativa: una volta approvate definitivamente e dotate di specifiche misure di conservazione, le aree originariamente nate come SIC vengono designate come ZSC (Zone Speciali di Conservazione). Questo passaggio segna la transizione da una fase di "individuazione" a una fase di "gestione attiva" del sito.
Nel territorio del CATO2 (Alta Valle Susa), queste aree non sono semplici vincoli geografici, ma veri e propri scrigni di biodiversità che proteggono ecosistemi fragili e rari. La varietà morfologica della Valle di Susa si riflette in una rete di siti che includono:
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Ambienti Glaciali e Periglaciali: Morene, rupi e detriti di falda che ospitano specie pioniere e flora endemica.
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Torbiere e Zone Umide: Piccoli laghetti alpini e specchi d'acqua d'alta quota che fungono da tappe cruciali per l'avifauna migratoria e da habitat per anfibi e rari muschi.
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Pascoli e Praterie Alpine: Fondamentali per il sostentamento degli ungulati e per la nidificazione di uccelli di prateria.
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Boschi Maturi e Relitti: Antiche formazioni di conifere e latifoglie che ospitano il picchio nero e numerose specie di insetti saproxilici (legati al legno morto), indicatori di un'altissima qualità forestale.
Le attività sul territorio (gestione forestale, pascolo, turismo, interventi infrastrutturali) devono rispettare misure di conservazione e, se significative, sono sottoposte a valutazione di incidenza.